Uè Grillo!

L’amico Oscar Rafone, accortosi del successo di fama internazionale che il blog del sottoscritto sta avendo, timoroso com’è di farsene uno a nome proprio, decide di inviarmi un nuovo editoriale credendosi Scalfari. Ma, rispetto agli editoriali di Scalfari, questo ha due pregi: è più breve – roba non da poco – e meno incomprensibile. 
p.s. il pezzo si riferisce ad un post sul blog di Beppe Grillo. Ovviamente, Rafone non ha neanche citato la fonte. Ve l’ho linkato io, per umana compassione. Matteo.

Nel bailamme di una danza vorticosa e scomposta verso la fine della legislatura, mentre le coppie si baciano, si mollano e gli sfigati, spalle al muro, borbottano, c’è chi parla, mon dieu, a sproposito. Nella Repubblica Popolare Cinese si tiene il Congresso del Partito. Romney torna a casa, bacia la moglie, dà una carezza al cane e forse bestemmia. Breivik si lamenta della sua cella. In Russia muore Aleynikov, che tante risate ha regalato al popolo russo. Grillo, granello oversize, confonde l’Unione Europea col Consiglio d’Europa. Non morirà nessuno, ovvio. Però la cazzata suscita un moto di rabbia convulso e improvviso nel sapientone da biblioteca, nell’erudito da bibliografia. Chi si candida alla guida del paese come forza (a)politica che (per dirla alla Battiato),non sta né a destra né a sinistra, ma in alto, non può cadere, santiddio, così in basso. Si rischia di perdere l’elettorato da bibliografia, ossia la gioventù da biblioteca, quella educata da mamma Europa, che spesso è viscida e non perdona. Eppure Pizzarotti frequentò lezioni private di diritto pubblico. Peccato. Essere brutalmente smentiti, smontati, da Stefano Ceccanti, parlamentare PD e costituzionalista, vi rende meno appetibili, forse più simpatici, sicuramente meno legittimati a gridare contro il sistema. Il senso delle istituzioni non è un’esclusiva del Quirinale. La premiership dovrebbe invece essere esclusiva di chi comprende la natura dei suoi interlocutori, altrimenti il populismo, succo amaro della politica, diventa demagogia spicciola. Non lamentatevi del provincialismo, della chiusura, dei localismi, se ancora oggi, dopo Maastricht, Nizza, Lisbona, l’Euro, l’Erasmus, continuiamo a parlare di istituzioni dimenticandoci dell’esperienza europea o tracciandone i confini in maniera incerta, fumosa, superficiale. Nel merito, Grillo confonde in un pezzo del suo blog la Commissione Europea con la Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto (la “Commissione di Venezia”), che è organo consultivo del Consiglio d’Europa. Avanti così, verso le elezioni. Danzando, scomposti, fino allo svenimento; e al risveglio, tranquilli: sarete sempre in Italia, mica in Europa.

Oscar Rafone

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