Del Conclave e altri anacronismi

Su Papa Francesco taglierò corto. Tutte le informazioni sul suo passato mi interessano, ma non mi intrigano. Anche Il Fatto – nella foga di mettere il nuovo pontefice spalle al muro – ha preso un granchio, pubblicando una foto del cardinal Pio Laghi con Videla e credendo che il soggetto in questione fosse Bergoglio. E Pio Laghi ci giocava a tennis, col dittatore steminatore. Ma d’altronde non è una novità che la Chiesa abbia flirtato con tutti i dittatori del sudamerica (tranne quelli socialisti, of course) e non è fonte di stupore che un cardinale dichiari “un segno del Demonio” una legge sui matrimoni gay, o definisca “inette per la politica” le donne.
Piuttosto, ho provato a vestirmi dei panni dei miei interlocutori credenti, e pensare a come la nomina del successore al soglio di Pietro sia espressione della volontà dello Spirito Santo. A parte l’ironia odifreddiana sul fatto che lo Spirito Santo abbia ammesso il proprio errore, facendo arrivare secondo Bergoglio 8 anni fa, e facendolo eleggere ora che il suo predecessore non è morto, bensì ha abdicato, devo ammettere io, il mio limite: non riesco proprio a capire tutto questo. Non riesco a trovare nulla di più anacronistico dell’elezione del Papa.
Un gruppo di oligarchi scelti con la sola discriminante dell’età (dagli 80 anni in su sei out), di tutto punto vestiti e ben tirati a lucido, che si accordano in termini segretissimi su chi eleggere, tra i loro epigoni, a rappresentante di un miliardo di persone sulla Terra. Poi bruciano letteralmente ogni traccia delle votazioni.
Infine, il nuovo Papa si affaccia dal balcone, e viene acclamato in quanto Papa.  Simpatico come Giovanni Paolo II, freddo come Benedetto XVI, piacione come Francesco, non ha alcuna importanza. Chi si presenta lì è già ipso facto lodato, acclamato, incensato. Provare a parlare degli errori del passato del soggetto in questione, far notare che non basta un ‘buonasera’ per passare alla storia è inutile, più che dispendioso. Non ci sentono, quelli che lo acclamano, ne hanno solo per il pontefice, chicchessia. E a lungo ne avranno i giornali, dal primo angelus, al primo viaggio fuori dall’Italia, alla prima polemica.
A proposito, riguardo l’attenzione dei media su tutte le mosse del Ratzinger appena eletto, Beppe Grillo tuonò, in uno spettacolo nella Capitale del 2005:

E’ tutto un evento quello che fa. E’ uscito, ha accarezzato due bambini, c’era il Corriere della Sera con un titolo così, Il Papa accarezza due bambini, che cazzo di titolo è? Se li avesse presi a calci quei due bambini! Il papa prende a calci due bambini, cazzo! Oppure, Due bambini prendono a calci Ratzinger, meraviglioso! Non vi siete rotti i coglioni di questa religiosità?!

Ci vedremo in Vaticano. Sarà un piacere.

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